La favola di Maradona
La sua storia a puntate – 49
di Mimmo Carratelli
L’Europa per noi, pibe. Per anni ci siamo andati a spasso con Pesaola. Squadre allegre con Rosa e Ronzon, poi con Altafini e Sivori, e col Napoli furente di Vinicio. C’era una volta la Coppa delle Fiere. Ci fermavamo lontano dal traguardo finale, ma vedevamo cittadine deliziose, Odense, Metz, Tolosa per esempio, e città cupe, come Burnley, città importanti come Leeds, due volte siamo stati a Tbilisi in Georgia, una volta a Bodoe oltre il Circolo polare artico.

Abbiamo cominciato a viaggiare nel 1962, in Coppa delle coppe, debutto a Bangor, sconosciuta cittadina del Galles. Nel ’77 un arbitro storto, l’inglese Matthewson, ci ha fermati a Bruxelles, sulla soglia della finale di Coppa delle coppe.

I nostri successi internazionali? In tornei assolutamente singolari: la Coppa delle Alpi, con squadre svizzere e italiane, vinta nel 1966 con Sivori arrestato per poche ore; il torneo Anglo-Italiano vinto nel 1977 strapazzando il Southampton con Chiarugi e Speggiorin.

Adesso siamo in Coppa Uefa, affidati alle tue magìe. Coraggio, proviamo.

1989, si comincia a settembre. L’assaggio è coi greci del Paok di Salonicco. 70mila spettatori al “San Paolo”, due miliardi di incasso. E’ una battaglia. I greci picchiano, Skartados e Malioufus hanno un solo obiettivo: le tue caviglie. Stendono Careca in area e li punisci su rigore: portiere a destra, palla a sinistra (1-0).

Il ritorno a Salonicco, in uno stadio di 45 mila posti, gremito e tumultuoso, è una guerra. I giornali annunciano: “Vinceranno i tifosi”. Sono famosi quelli di Salonicco, li chiamano “phanatikés”, i fanatici, la versione greca degli hooligans. Fumogeni rossi in campo, urla e fischi. Ma li addomestichi con le tue prodezze e li colpisci subito: lancio sublime a Careca e gol del brasiliano. I greci pareggiano. Passiamo il turno. Incredibile: finisce tra gli applausi, tutti per te, pibe. Li hai stregati (1-1).

Secondo turno, andiamo a Lipsia. Giuliani salva la partita. Mandi pochi bagliori, ma un tuo lancio assicura il gol: corre Careca sul pallone che gli hai allungato, crossa e Francini di testa realizza il pareggio (1-1). Il ritorno a Napoli è un secco 2-0. Sei marcato a tutto campo, ma decidi la gara. Sul tuo calcio di punizione, Francini fa il primo gol. Su un altro calcio di punizione, il pallone “balla” davanti alla porta tedesca e Scholz lo devia in rete. Memorabile una tua serpentina con cui semini mezza squadra avversaria.

Voliamo a Bordeaux, terzo turno. Carnevale su lancio di Crippa segna subito. Nella squadra francese giocano Tigana, Stopyra, Scifo. Ma siamo superiori. Potremmo andarcene con un 3-0, ci dobbiamo accontentare del minimo vantaggio (1-0). Prendi calci da Thouvenel e Roche. Su punizione colpisci la traversa. Nel finale dai una palla-gol a Carnevale che la sbaglia. Il ritorno al “San Paolo” è più difficile del previsto. Al primo calcione, stavolta, Thouvenel viene espulso. Il Bordeaux, in inferiorità numerica, si chiude, non sfondiamo, ma ci va bene lo 0-0 per andare avanti.

Derby italiano al quarto turno, con la Juve. Patratac a Torino. Incassiamo uno 0-2 che ci lascia secchi. Gol di Bruno e autorete di Corradini. Il ritorno è un’impresa, la rimonta un sogno. Ma vogliamo andare avanti. La Juve non fa neanche un tiro in porta, difende il “tesoro” dell’andata. I difensori bianconeri maltrattano Careca e la pagano dopo dieci minuti. Bruno lo tira per la maglia in area, fallo stupido, rigore sacrosanto. Vai pibe, dal dischetto. Spiazzi Tacconi e lo stadio diventa una bolgia (tre miliardi di incasso). La rimonta è possibile. Alla fine del primo tempo, gol di Carnevale in contropiede (lancio di Alemao): siamo pari con la gara dell’andata.

Ce la possiamo giocare perché fai una partita superba. Giochi mille palloni, sei dappertutto, pibe. Dopo un’ora di gioco, però, sei allo stremo e la gamba destra è un tormento, la tocchi in continuazione, stringi i denti. E’ necessario l’inferno dei supplementari e, purtroppo, sei costretto a lasciare il campo al 96’.

La partita diventa un lungo, affannoso sospiro. Ma è la notte dei miracoli. Careca sfonda sulla destra e crossa, Renica il perticone venuto avanti insacca di testa a un minuto dalla fine (3-0).

Siamo in semifinale. Ci aspetta il Bayern di Monaco.

Continua

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7/11/2004