La favola di Maradona
La sua storia a puntate – 38
di Mimmo Carratelli
Lo stadio Santiago BernabeuMadrid, 16 settembre 1987. Uno stadio che è un deserto. Punito il Real Madrid per gli incidenti dell’anno prima nella gara col Bayern Monaco. Scansato il campo neutro, gli spagnoli possono giocare al “Santiago Bernabeu” ma senza pubblico. In tribuna 500 persone, tra giornalisti e invitati, tra di loro c’è Claudia.

Come va, pibe? Sei sotto pressione. Da 200 partite vai sempre in campo, sei stato da Chenot a Merano per rimetterti in sesto. Hai forti dolori agli adduttori e cominciano le maledette infiltrazioni. Ti insulta il giornale madrileno “Diario 16” che ti definisce: “Un giocatore grasso che assomiglia sempre di più a una palla”.

Orario d’inizio inconsueto: 21,45. “Vuol dire che andiamo prima al night” dice Giordano. Ribatti: “L’attesa è lunga, rischiamo di annoiarci”. Careca infortunato non può giocare, Carnevale è rimasto a Napoli (incomprensioni con Bianchi), Francini non può esserci, gioca il “vecchio” Bruscolotti. Bianchi schiera una squadra prudente, Sola al posto di Careca e non Baiano a sostenere Giordano in avanti. Ti marca Chendo, terzino duro, rissoso, che viene avanti per metterti in difficoltà. Ti vedo arretrare spesso per contrastarlo.

In campo è tutta una provocazione. I madridisti vi chiamano “mafiosi”. Dalla tribuna un giornalista spagnolo, nell’irreale silenzio dello stadio vuoto, ti urla: “Nijo de un perro”, figlio di un cane. Bruscolotti marca Santilana, Ferrara è su Butragueno l’avvoltoio. Siamo schiacciati nella nostra area. Il Real fallisce almeno cinque palle-gol. Avremo un po’ di buona sorta in questa strana partita senza pubblico?

Ma Renica, scivolando sul prato umido, aggancia Sanchis in area ed è rigore al 19’: l’elegante Michel non sbaglia dal dischetto. Sei un’ombra, pibe. Ci manchi maledettamente. Pure, potremmo fare il colpo. Dopo la mezz’ora dai palla a De Napoli che crossa, il portiere Buyo sbaglia l’uscita su Giordano che gliela soffia di testa, Bruno ha la palla tra i piedi davanti alla porta spalancata ma, maledizione, la tira alle stelle.

Ripresa. Sei meno ombra, non sei rassegnato. Ma non abbiamo fortuna. Pennelli una punizione in area, Renica che è venuto avanti si butta in tuffo, fionda di testa, palo, rimbalzo e ancora Giordano non riesce a metterla dentro. Abbiamo fatto il massimo. Ma possiamo ancora essere in corsa, possiamo rimontare il gol madrileno al “San Paolo”.

Però gira ancora storta a un quarto d’ora dalla fine. Su una respinta della difesa azzurra dopo un corner, il mediano Tendillo spara una “botta” dal limite nel mucchio dei giocatori davanti a Garella. Maledizione ancora. Una coscia di De Napoli devia il tiro in rete. Un’atroce beffa, con Butragueno in fuorigioco.

L’arbitro romeno Igna ha fatto finta di non vedere. Alla vigilia della partita è stato a cena a “La Trainera”, aragoste e champagne, dove il Real Madrid suole ospitare i direttori di gara. Lo 0-2 è una mazzata. Ferlaino urla: “E’ stato un arbitraggio scandaloso”. Una notte maledetta. Qualche mugugno per la squadra schierata da Bianchi. Ci voleva un po’ più di coraggio? Esci dallo spogliatoio a fine gara e dici: “Ammetto di non avere giocato una buona partita, ma sono accadute cose incredibili”.

Si scopre un singolare stratagemma del Real. In uno dei suoi ultimi allenamenti contro il Castiglia aveva fatto indossare agli avversari maglie azzurre come quelle del Napoli imponendogli di giocare tutti chiusi e in contropiede, come si aspettava dal Napoli. L’allenamento s’era chiuso con la vittoria del Castiglia per 2-1. Un buon presagio per noi che non ha funzionato.

Torniamo al campionato. Battiamo l’Ascoli 2-1 al “San Paolo”, segnano Bagni e Giordano. Nella squadra marchigiana gioca tuo fratello Hugo nell’ultima mezz’ora. Ci sono anche due ex azzurri, Celestini e Carannante.

Giochiamo la partita successiva a Pisa. Alla fine del primo tempo, Renica avviandosi verso gli spogliatoi si accascia, colpito da un oggetto. Il guardalinee Ramicone vede la scena. Il Napoli consegna all’arbitro Longhi una rondella raccolta sul luogo dove il “libero” azzurro è stato colpito. Nello spogliatoio, l’arbitro constata che Renica ha riportato un trauma contusivo alla volta cranica con piccola ferita escoriata ed ematoma al cuoio capelluto. Renica non rientra in campo, sostituito da Sola. Il Pisa vince la partita al 66’ con un rigore di Sclosa. Decisivo il rapporto del guardalinee Ramicone: il giudice sportivo dà partita vinta al Napoli 2-0.

Siamo soli in testa alla classifica, un punto avanti alla Roma di Boniek e Bruno Conti.

Ma arriva il “ritorno” col Real. Al “San Paolo” accorrono 90mila persone, l’attesa è enorme, l’incasso è di 4 miliardi e 248 milioni.
24/9/2004