La favola di Maradona
La sua storia a puntate – 37
di Mimmo Carratelli
21 luglio 1987, ritiro precampionato del Napoli a Madonna di Campiglio. I nuovi arrivi: Francini, che farà coppia con Ferrara dopo il ritiro di Bruscolotti a 37 anni col record assoluto di presenze in azzurro (511), e Antonio Careca, il vicecannoniere brasiliano del Mondiale 1986, cinque reti, e portava i baffi. Careca, 27 anni, giunge dal San Paolo, lo aiuta a imparare l’italiano l’agente Uefa Rosellini che ha favorito il suo passaggio al Napoli.

Ti aspettiamo, pibe. Il Real Madrid sarà l’avversario nel primo turno di Coppa dei campioni, sorteggio bestiale. Italo Allodi, che sta meglio in salute, viene a salutare gli azzurri. Arrivi il 30 luglio, a notte inoltrata, reduce da una stressante Coppa America e dalle vacanze a Cuba. Il Napoli si è trasferito a Lodrone e fa una partitella col Rovereto (primo gol di Careca). Sei in tribuna con Claudia e Dalmita.

E’ arrivato Luciano Moggi, consulente di Ferlaino, e Pierpaolo Marino se ne va, non gradisce. Allodi è lontano. Hai qualcosa da dire al Napoli, mentre il Real Madrid fa sapere che ti vorrebbe: “Voglio un contratto per altri quattro anni, altrimenti vado via”. Che cosa ti succede, pibe? Il tuo contratto scade nel 1989. “Fino a quella data suderò e lavorerò per il Napoli”. Meno male, ma qualcosa scricchiola.

Scendi in campo nell’amichevole di Trento, lo scudetto sulle maglie azzurre, fai anche un gol. Poi, il 7 agosto, voli in Inghilterra con Bagni per la partita del Resto del mondo. Torni per giocare a Brescia domenica 9 agosto. Non ti fermi un momento.

Maledetta amichevole, beceri bresciani. Il coro degli insulti comincia mezz’ora prima della partita. “Terrone, paga le tasse”. “Lavatevi”. Entri in campo nel secondo tempo sotto gli insulti più volgari per tutta la ripresa. Il Napoli vince 3-1, “doppietta” di Giordano e poi la tua “firma”. Il 12 agosto il Napoli vola ad Amburgo, amichevole internazionale, segni un gol su rigore, i tedeschi vincono 3-2.

Vernissage al “San Paolo” contro il Rosario Central, 40mila spettatori. Ma che cosa succede? Gli argentini segnano un gol, il pubblico fischia. Incredibile, ti fischiano per un dribbling sbagliato, poi per il rigore che ti fai parare. Fischi a Maradona, al re dello scudetto, allo scugnizzo dei nostro sogni? Proprio così. Te la prendi molto: “A fine contratto andrò via. Dopo l’89 i tifosi del Napoli non potranno più fischiarmi”.

Per fortuna, c’è qualche notizia allegra. Entri in sala d’incisione con tutta la squadra e registri l’inno del Napoli, “La favola più bella”, sette voci soliste, tu, Bagni, Giordano, Ferrario, Sola, Romano e Carnevale, gli altri a fare il coro. L’inno l’ha scritto Emilio Campassi, l’autore della canzone “Maradona è meglio ‘e Pelè”, un successone.

Torna l’armonia? Racconti il tuo incontro a Cuba con Fidel Castro. Lui ti ha chiesto: “Quando colpisci la pelota di testa non ti fa male il capo? Qui la pelota significa solo baseball”. Tu gli hai detto: “Comandante, non ha mai pensato di tagliarsi la barba?”. “Una sola volta, ma sarebbe stato un errore, la mia barba è un simbolo per molti”, ha risposto il companero. Avete mangiato ostriche, hai promesso di giocare una partita a Cuba con Valdano, poi Fidel ti ha domandato: “Dove tieni il danaro che guadagni?”. Hai risposto: “Lo investo in Argentina e in Italia, ma ai tempi del Barcellona ho perduto molta plata, molto danaro, molto”. E Fidel: “Pensa che io, uomo di sinistra, ho giocato al calcio all’ala destra, poi mi sono dedicato al basket e al baseball. Ora faccio mezz’ora di nuoto al giorno e un amico mi prende i tempi. Ma Napoli è a sud o a nord di Roma, e ti ci trovi bene?”. “A sud, comandante. Proprio bene non mi ci trovo, non posso uscire di casa, devo cambiare continuamente il numero del telefono. I napoletani sono fatti così. Mi paragonano a san Gennaro. Non vivo, ma non ho altra scelta”.

E’ cominciata la Coppa Italia il 23 agosto. Giochi quattro partite intere. Segni un gol contro il Modena (4-0), il Napoli vince a Livorno 2-0, segni a Udine e un’altra rete la fa Careca (2-0), vittoria sul Padova (1-0), successo sulla Fiorentina (2-1) con un tuo calcio di rigore. Il Napoli vola alto e non ti risparmi. Fra amichevoli, Coppa e Wembley hai giocato nove partite in un mese.

E’ una corsa pazzesca. Comincia il campionato 1987-88. Appena il tempo di giocare e vincere a Cesena (1-0), gol di Bagni, e ci tuffiamo nella Coppa dei campioni. Ricordo le tue parole: “E’ un sogno. Da noi abbiamo la Coppa Libertadores, ma io dopo la vittoria in campionato col Boca non l’ho giocata perché andai al Barcellona”. Ma in che condizioni sei, pibe, per questo sogno?

Continua

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20/9/2004